Fantascienza

Un Soldato di Ventura

Si accorse che erano le Tredici… a quest’ora si sarebbe appena seduto a tavola, avrebbe guardato gli occhi di sua moglie e si sarebbe chiesto se la bellezza di quella visione avrebbe trovato degna concorrenza nell’avvenente coscia di pollo che giaceva tutta colorita e fumante dinanzi a lui. Quell’immagine tornava spesso davanti ai suoi occhi in compagnia di molte altre che, nella loro intensità, gli permettevano di specchiarsi e confortarsi nei momenti più intensi… …perdendosi in istanti ricchi di emozioni diversamente variopinte.
Riemerse dai pensieri e si sorprese con il sorriso sulle labbra, si tocco il volto e decise che era giunto il momento di mettersi a lavoro… ma non prima di aver messo su un po’ di buona musica! Saltellò verso lo stereo e lasciò che la mano prendesse l’album che più gli aggradava senza preoccuparsi troppo se le orecchie avessero apprezzato o meno la scelta. Ci si muoveva a ritmo di “Rock’n’Roll”! Fra se e se, pensò che osservare il pianeta rosso avvicinarsi mentre Coverdale intonava “Soldier of Fortune”… era meglio del Sesso! Lo faceva sentire importante più di quanto non lo fosse già!
Si rimboccò le maniche e si mise a lavoro… aveva tanto da fare in vista dell’atterraggio che lo avrebbe impegnato a distanza di sei ore; aveva da sistemare l’equipaggiamento e le telecamere… aveva foto da scattare… microfoni da montare ed un aforisma da preparare! Già! Un aforisma che fosse degno di Armstrong e del suo sbarco sulla Luna. Aveva davvero tanto  fare ed allora senza sosta iniziò a preparare tutto quanto… aveva lavorato anni per tutto questo… aveva persino imparato a controllare l’ansia; Tuttavia non riusciva a non pensare che tra meno di sei ore sarebbe stato il primo… avrebbe dato alla storia qualcosa di irrepetibile e indissolubilmente legato al suo nome!
Le telecamere erano pronte così come i microfoni, restavano solo le foto da scattare appena entrati in orbita… e mancava davvero poco…
Era ansioso… continuava ad andare in bagno con ritmi esasperati e la cosa lo faceva imbestialire, soprattutto per la difficoltà oggettiva che trovava nel doverlo fare in assenza di gravità! Sistemata la tuta da indossare, adesso, non gli restava che aspettare il momento esatto in cui dover iniziare le manovre che avrebbero consentito la sua entrata in orbita.
Il tempo diventa insopportabile quando ti separa da qualcosa di importante e l’unica cosa che ne può alleviare il peso è il tentativo di ingannarlo distraendosi… un “bip” gli avrebbe indicato l’inizio delle operazioni… ed allora tentò di rilassarsi… volò con la mente a sua moglie… rivide il suo sorriso… i suoi occhi… i suoi seni… i suoi fianchi… sentì il suono della sua voce che lo scherniva per la frittata mal riuscita… la vide fuggire felice di essere inseguita… lui la inseguì e lei si fece prendere… Vide la sua bocca a pochi centimetri da lui… sentì il calore dei suoi seni… accarezzò i suoi fianchi… la baciò… la baciò vigorosamente e la strinse a se… li travolse la passione… Adesso poteva sentire il suo profumo… poteva mordere la sua pelle bianca e sentirne il sapore… poteva sentirla respirare… fu intenso e sconvolgente così come lo desiderava…
Il “ Bip” sopraggiunse a ricordargli che, dopo cinquantasei milioni di chilometri e sei mesi di viaggio, si trovava li per scopi ben più urgenti che del meraviglio ed appagante sesso con la propria amata; Saltellò fino al pannello di controllo ed iniziò le manovre… avrebbe fatto diverse orbite attorno al pianeta prima di atterrarvi… il tutto era molto serio e sicuramente meritevole della massima attenzione e concentrazione… ma lui non riusciva ad essere serio ed era sicuramente l’umore generale della missione a trarne vantaggio… dalla Terra , via etere, si poteva quindi sentire: “ Houston, mi ricevete? Ho appena fatto un sogno bagnato nei pressi di Marte” ; “Houston, ho raggiunto la velocità di crociera e confermo l’entrata in orbita”; “Houston, dite a mia moglie che prima o poi imparerò a friggere le Uova”; “Houston, ho un problema! Ho appena fatto un bagno di Eros e non posso presentarmi così alle marziane”; “ Houston…”
Tra le risa generali e i festeggiamenti per la riuscita della prima e importantissima fase dell’entrata in orbita, si accorse tragicamente di un’enorme dimenticanza… tra lavoro di routine, ansia ed eccitazione, aveva trascurato la cosa che più di tutte avrebbe reso immortale questa impresa… aveva scordato di preparare l’Aforisma! Si sentiva nuovamente disorientato… il suo Ego straripante rivendicava la giusta attenzione e lui lo aveva colpevolmente trascurato, messo da parte. Adesso serviva la massima concentrazione… entrare nella storia era un evento che doveva essere incorniciato con qualcosa d’indelebile e maestosamente potente!  Mancava ormai poco tempo… fra meno di due ore avrebbe iniziato le operazioni di discesa nell’atmosfera marziana e, a breve, non avrebbe avuto più modo di poter pensare a cosa dire nel preciso momento in cui avrebbe toccato il suolo marziano.
Il Panico lo avvolse… lo strinse in una morsa soffocante: “ …Che figura farò… cosa diranno di me…”; Intanto l’orologio ticchettava e per lui diventava confortante il solo dover scegliere, tra le ore della Terra, quale ora guardare… si sentiva pressato e con la mente vuota… venivano a galla slogan di terz’ordine, buoni per una serata tra amici dove, guidati da Bacco, ci si lascia trasportare senza freni inibitori e senza badare al senso compiuto.
Affranto e, a un tempo, immerso in pensieri che, a suo dire, non brillavano certo per originalità… spaventato e confuso… a un tratto si sorprese divertito dalle goliardate che la sua mente stanca e provata riusciva a partorire… si rivide davanti alla brace, con gli amici di sempre… con quel bicchiere di vino… compagno di avventura e fido consigliere in fatto di amori… vide i carboni ardere, la carne cuocersi, gli amici sorridere, le chitarre suonare… e poi… e poi… e poi sentì freddo e vide il mare… il mare di febbraio… e li rivide Lei… colei che a un certo punto della sua vita gli aveva sempre dato la giusta serenità, con la parola giusta al momento giusto… e ancora si rivide nei panni della rock star… e poi… e poi... e poi sopraggiunse il “Bip”… era spacciato!!! IL tempo era scaduto!!! Doveva rassegnarsi… niente frase ad effetto!!! Adesso doveva atterrare cercando di portar a casa “la pelle”.
“ Houston… inizio la discesa nell’atmosfera marziana… “; dentro di se si sentiva felice a metà… era la sua occasione ma c’era quel neo per lui importantissimo…in sei mesi non era riuscito a trovare una frase degna dell’evento… ma ormai era li… a diecimila piedi dalla superficie… otto… sette… sei… cinque… quattro… tre… due…
“Houston… atterraggio perfetto!”
Mentre tutti sulla terra festeggiavano, lui si preparava scendere dalla navicella… dentro il casco aveva la faccia di chi era andato “in bianco” per mesi e ora, proprio su più bello, aveva fatto… come dire… “Scena Muta”; si aprì il portellone… la bellezza glaciale di Marte parve rinvigorirlo d’un tratto! Si avvicinò alla scaletta… uscì la testa… e quasi riusciva ad immaginare di sentire l’aria gelida di quel mondo alieno così ostile e lontano… inizio a scendere… tutti dalla terra lo guardavano in silenzio… solo le voci dei commentatori televisivi riempivano le case dei terrestri… mentre lui, gradino dopo gradino, si avvicinava al suolo… ormai pochi centimetri lo separavano dal suolo… all’ultimo gradino… si fermò! Si fermò e pianse… pianse è disse: “ … tutte le cose del creato stanno lì eterne e splendenti come al Primo Giorno… potremo mai noi rendere migliori?”… Singhiozzando…Intonò  “ I can here the sound of windmill going round… I guess I’ll always be… A Soldier of Fortune”… e toccò il suolo...
Dalla Terra… il silenzio fu rotto da un lungo applauso!
A cinquantasei milioni di chilometri dalla Terra… a un altro pianeta era stata regalata una delle gemme più preziose dell’umanità intera… a Marte era toccato un privilegio…
Lì… in quella landa desolata di polvere e ghiaccio… sul pianeta Rosso… qualcosa di veramente nuovo aveva fatto vibrare l’aria… qualcosa di irrepetibilmente legata al destino di quell’uomo che aveva osato tanto.
Se ne accorse anche Lui e ne gioì… adesso non servivano più frasi ad effetto… tutto ciò che c’era da dire e fare era stato detto e fatto.

In quel giorno… A Marte fu regalata la musica… Era merito suo e ne fu fiero.

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